Fëdor Michajlovič Dostoevskij (via diariodiunincantevolesquilibrata)
(via elicriso)
Roland Barthes (via egocentricacomeigatti)
(Fonte: boccadellaterranera, via serenaussie)
Healing Scroll
Date: 18th–19th century Geography: Ethiopia, Tigray region Culture: Tigray region Medium: Parchment, ink, pigments, cotton
In Ethiopia customized protective scrolls that interweave sacred imagery with textual prayers have been prescribed by traditional healers for over two thousand years. These were carried on the person of the individual to whom they were specifically dedicated to shield them from harm.
Often the customized content of a scroll is astrologically determined. In Ethiopia as in ancient Greece, each human being has a corresponding zodiac sign associated with a particular destiny and talismanic character.
The iconography of the scrolls thus alternate between talismanic “seals” and representations of saints, angels and archangels shown in the act of fighting demons.
The seals are modeled on the seal of God that was revealed to King Solomon and feature geometric patterns intertwined with stylized representations of multiple visages and eyes that indicate prayers for divine intervention.
(via dynamicafrica)
Mena Lamb (via monnys)
(via curiositasmundi)
In Book Day: give away many, many, many books / En el Día del Libro: regalemos muchos, muchos, muchos libros (ilustración de Boris Kulikov)
Una spettacolare cover di Una ragazza in due, classico portato al successo da I Giganti nel 1965 (che poi è la versione italiana della ballad americana Down came the rain), cantata dai Kings of convenience in italiano senza amplificazione una notte dalle sedie di un bar in Piazza Duomo a Siracusa (via Metti i Kings of Convenience una sera in piazza « inkiostro)
Aldo Nove (via fb)
(Fonte: hollywoodparty, via tattoodoll)
Pare che stanotte qualcuno si sia divertito a staccare una parte delle colonne che reggono le ringhiere della scalinata del Bastione di Saint Remy e l’abbia lanciata sui gradini, rovinando uno dei monumenti più importanti della città. Stiamo facendo ulteriori verifiche, ma sembra che la dinamica sia questa.
Riusciremo a rimettere tutto a posto, sia chiaro. Ma vorrei che si capisse che i nostri monumenti sono un bene comune, nostro e di chi ama la nostra città. E che anche i fondi che useremo per riportare il Bastione alla normalità sono soldi di tutti noi.
Spendiamo migliaia di euro per ripulire i nostri monumenti, dalla Torre dell’Elefante alle mura di Castello. Spendiamo milioni di euro per pulire le vie e le strade dalle cartacce che molti gettano in terra pensando che la città sia una grande pattumiera. Lo stesso vale per le cicche di sigarette al Poetto. Ripuliamo aree che non sono neppure di competenza del Comune, spendendo altri soldi. Stiamo cercando di recuperare le risorse per rimettere a posto i nostri palazzi storici e restituirli alla città.
In un momento di crisi economica gravissima che colpisce le famiglie, i giovani, il mondo dell’impresa, del commercio e dell’artigianato della città vorremmo usare quei soldi per offrire nuovi servizi ai cittadini.
Qui sotto due foto
This is so beautiful. This video is a short story about an incredible woman, named Dr. Hawa Abdi, talking about by her life, and of past & present situation in Somalia.
—Dr. Hawa Abdi, one of the Somalia’s first female obstetricians, has since 1991 provided free housing, water, and medical care to as many as 90,000 people displaced by the violent civil war. Some people have even likened her to Mother Theresa.
I think Dr. Hawa is an amazing human being. Where would we be without the women?
(via sudafricante)